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NutriMe

Cari lettori, mi presento, sono la Dott.ssa Angela Calendino, Biologa Nutrizionista. Sono membro aderente dell’Associazione di Volontariato “Ali Rosa” di cui mi occupo della rubrica “NutriMe” e, sono felice di esserne la responsabile perché ho sempre pensato che la sana alimentazione rappresenti una scelta consapevole per vivere a lungo e in salute e che, la prima prevenzione delle patologie croniche degenerative e dei tumori avviene a tavola.
Con la mia rubrica spero di infondere maggiore consapevolezza riguardo alle corrette pratiche alimentari perché la conoscenza genera la consapevolezza e da questa deriva la scelta individuale di praticare una medicina preventiva per vivere in salute e nel pieno benessere psicofisico. Contribuire alla conoscenza è lo scopo di questa rubrica. Importante è conoscere il proprio corpo, il proprio “io biologico” e poi scegliere il miglior cibo per se stessi. Voglio far capire che riscoprire di avere un corpo e, non l’immagine proposta dai media, significa acquisire un metodo consapevole di alimentazione e di vita salutare. Riscoprire di avere un corpo è una scelta di medicina preventiva, quindi bisogna spostare l’attenzione dal cibo al corpo, a ogni età. Spero di essere in grado di trasmettere questi messaggi e di rispondere ad ogni Vostra esigenza, io penso che si possa cambiare e, come disse Schopenhauer, “non si ha paura delle idee nuove. Si ha paura di perdere le idee vecchie”. Incamminiamoci insieme, dunque, in questo nuovo percorso di conoscenza!

Omocisteina ed alimentazione

L’omocisteina è un aminoacido solforato che si forma nel nostro organismo a partire dalla metionina, aminoacido essenziale, che viene introdotto con l’alimentazione attraverso il consumo di carne, uova, latte e legumi. Il metabolismo dell’omocisteina viene regolato grazie all’azione di specifici enzimi e di alcune vitamine presenti nel sangue, in particolare: vitamine B6, B12 e acido folico. Se il consumo di queste vitamine è insufficiente, l’omocisteina si accumula nel sangue e può provocare danni alle pareti vasali modificandone struttura e funzionalità. […]

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